Pulizia e Sanificazione

Pubblicato in data: 19 maggio 2020

Buonasera, sono consulente per la sicurezza alimentare per alberghi, ristoranti, centri termali ecc…nel marasma delle informazioni che leggo mi trovo a dover dare consigli su quale prodotto utilizzare per le pulizie/disinfezioni degli ambienti. Ho ascoltato varie imprese di pulizia e ciascuna mi ha dato un suo parere, spesso discordante. Dunque chiedo aiuto a voi…
1) Per la disinfezione degli ambienti indoor di alberghi, ristoranti, aziende integratori (laddove non ci sia un caso di Covid19 positivo o sospetto) si devono utilizzare SOLO disinfettanti autorizzati come PMC o biocidi? 
2) In commercio sono disponibili prevalentemente due tipologie di disinfettanti autorizzati, uno per la cute integra e uno per le superfici. Generalmente, il primo è a base di etanolo (alcol etilico ca. 75%), il secondo a base di sodio ipoclorito (Candeggina). Sulla confezione dell’alcool etilico o candeggina (ACE) tuttavia non trovo l’indicazione “PMC” o “biocida” con il numero di registrazione…cosa mi sfugge?
3) L’ISS ci dice che alcool etilico al 62-71%, perossido di idrogeno e ipoclorito di sodio sono efficaci contro il SARS CoV2, mentre minore efficacia si ha per clorexidina (concentrazione 0,02%) e ammoni quaternari come benzalconio cloruro (concentrazione 0,05-0,2%). Ora un’azienda mi propone il GD90 (PMC) ad una concentrazione all’1% o 5% per disinfettare le superfici indicando i test di efficacia e il metodo utilizzato. Questo prodotto può essere consigliato al cliente? E’ il produttore a prendersene la responsabilità nel suo utilizzo come disinfettante contro coronavirus?
4) Le operazioni di disinfezione possono essere fatte direttamente dal personale dell’attività dotandoli di opportuni DPI (escludendo quei prodotti per i quali si richiede “uso professionale”)? 
Grazie.
Chiara

1 risposta

Sig.ra Affinito buondì,
cercherò di rispondere ai suoi quesiti.
1- Secondo quanto previsto dall’ Istituto Superiore di Sanità
Raccomandazioni ad interim sui disinfettanti nell’attuale emergenza COVID-19: presidi medico-chirurgici e biocidi. Versione del 25 aprile 2020,  viene riferito che” per quanto attiene le superfici potenzialmente infette con le quali si viene a contatto, le misure prevedono un’accurata pulizia con detergente e la disinfezione con presidi a base di cloro, alcoli, perossido di idrogeno, o miscele di ammoni quaternari.”
Come riferito al paragrafo “Disinfezione delle superfici”
“In considerazione della potenziale capacità del virus SARS-CoV-2 di sopravvivere sulle superfici, è buona norma procedere frequentemente e accuratamente alla detersione (pulizia) e disinfezione delle superfici ambientali che devono essere tanto più accurate e regolari in particolar modo per quelle superfici con le quali si viene più frequentemente a contatto (es. maniglie, superfici dei servizi igienici, superfici di lavoro, cellulare, tablet, PC, oggetti di uso frequente).
La linea guida dell’ECDC riporta che, di massima, la pulizia con acqua e normali detergenti e la disinfezione con prodotti disinfettanti comuni è di per sé sufficiente, come primo intervento, per la decontaminazione delle superfici anche se non sono, a tutt’oggi, disponibili prove specifiche della loro efficacia su SARS-CoV-2.” Quindi si possono impiegare i comuni detergenti e disinfettanti tenendo sempre conto quelli indicati nel documento: Istituto Superiore di Sanità
“Indicazioni ad interim per la prevenzione e gestione degli ambienti indoor in relazione alla trasmissione dell’infezione da virus SARS-CoV-2. Versione del 21 aprile 2020″ al Paragrafo
“Misure generali per gli ambienti lavorativi”
Le pulizie quotidiane* degli ambienti/aree, devono riguardare le superfici toccate più di frequente (ad es., porte, maniglie, finestre, vetri, tavoli, interruttori della luce, servizi igienici, rubinetti, lavandini, scrivanie, sedie, maniglie carrello e dei cestini della spesa, tornelli, distributori biglietti, maniglie passeggeri, comandi, volante, cinture di sicurezza, maniglie delle portiere, tasti e pulsanti apriporta, tastiere, telecomandi, stampanti). Utilizzare panni, diversi per ciascun tipo di oggetto/superficie, in microfibra inumiditi con acqua e sapone oppure con una soluzione di alcool etilico con una percentuale minima del 70% v/v e successivamente con una soluzione di ipoclorito di sodio diluita allo 0,5% di cloro attivo per i servizi igienici e le altre superfici (es. come la candeggina che in commercio si trova al 5% o al 10% di contenuto di cloro), e allo 0,1% di cloro attivo per tutti le altre superfici, tenendo in considerazione il tipo di materiale, l’uso e l’ambiente o altri detergenti professionali equivalenti come campo d’azione (sanificazione: detergenza e disinfezione), facendo attenzione al corretto utilizzo per ogni superficie da pulire.
2- Si possono chiaramente usare anche i prodotti classificati come PMC o come Biocidi. (alcuni di questi sono ad uso esclusivo professionale) vedi tabelle PMC e Biocidi:
https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/pdf/rapporto-covid-19-19-2020.pdf
3- Le proposte delle ditte per prodotti qualificati come PMC o come Biocidi, in questo caso per la disinfezione, devono essere valutate per diversi fattori:  la presenza dei principi attivi raccomandati dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità, il numero di registrazione e l’indicazione virucida;  la presenza di principi estranei a quelli raccomandati che devono essere valutati;  la tossicità del prodotto (scelta del prodotto più sicuro dal punto di vista tossicologico ed ambientale). 
4-Come descritto in “Indicazioni ad interim per la prevenzione e gestione degli ambienti indoor in relazione alla trasmissione dell’infezione da virus SARS-CoV-2. Versione del 21 aprile 2020
“Gli addetti/operatori professionali che svolgono le attività di pulizia quotidiana degli ambienti e/o luoghi (spolveratura e spazzamento ad umido o con panni cattura-polvere, lavaggio, disinfezione, ecc.) devono correttamente seguire le procedure, i protocolli, le modalità iniziando la pulizia dalle aree più pulite verso le aree più sporche, e adottare l’uso di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) (es. facendo riferimento alle disposizione presenti nel documento operativo elaborato per ciascun ambiente, integrato con gli ultimi provvedimenti del Governo). Evitare di eseguire queste operazioni di pulizia/disinfezione in presenza di dipendenti o altre persone.”
Grazie e Cordiali Saluti
Alessandro Maria Di Giulio
 
 

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