Quante disinfestazioni occorre fare in un giardino pubblico?

Pubblicato in data: 10 luglio 2020

Buongiorno
Faccio parte di un’associazione onlus che si occupa dei nostri amici a quattro zampe, ci stiamo occupando a di uno spazio verde. Ovviamente nel pieno rispetto di cani e bambini che vivono questo spazio. Vorrei chiedervi le disinfestazioni/derattizzazioni obbligatorie da far svolgere e poi con che cadenza devono essere fatte. 
grazie

1 risposta

Sig.ra Ferry buondì,
innanzitutto la ringrazio per l’attenzione al bene comune, in questo caso lo spazio verde di cui la vostra onlus si sta occupando. Questi spazi infatti troppo spesso si riducono a dei polverosi e sporchi campetti pieni di deiezioni ed insetti.  Partiamo per gradi. Innanzitutto dobbiamo garantire che lo spazio verde sia veramente verde. Se l’area viene calpestata eccessivamente dai conduttori e dai cani, che scavano il terreno etc, l’area diviene velocemente insalubre. I cani si sporcano nel terreno si sviluppano pozzanghere con le piogge e si possono sviluppare con maggiore facilità focolai di zanzare e pappataci. Una buona norma è quindi quella di fare una rotazione di porzioni di terreno da mettere a riposo, senza l’accesso ai cani per tre mesi dove si può spargere semente mista “da prato pascolo”. Questo mix di essenze molto rustiche e resistenti alle intemperie garantisce una maggiore tenuta del terreno al calpestio di quanto avviene con il semplice loietto. Ai bordi del recinto, preferibilmente all’esterno, è buona pratica la piantumazione di cespugli misti, mai mettere siepi di un unica specie. I cespugli misti innanzitutto garantiscono la presenza di fioriture scalari ma nel contempo favoriscono lo sviluppo di un ecosistema con più tipologie di insetti ed uccelli. Il tutto per garantire un equilibrio delle specie ed evitare la presenza eccessiva di uno di essi. Passiamo al controllo diretto degli insetti di interesse sanitario. Sono diversi gli insetti ed in generale gli artropodi che possono essere pericolosi per i cani. Escludendo le zecche che dovrebbero essere attivamente limitate dalla dotazione dei cani stessi dei dispositivi veterinari di prevenzione, dagli spot-on ai collari, parliamo di zanzare e pappataci. Per questi ultimi, oltre alla prevenzione consigliata dal veterinario, possiamo dire che i flebotomi sono ubiquitari nei campi, prati sopratutto dove vi è la presenza di foglie secche umide marcescenti. Quindi è importante la manutenzione del verde dei campi mantenendo la vegetazione contenuta e nel contempo mediante il rastrellamento del materiale vegetale e smaltimento dello stesso. Il campo deve essere irrigato il meno possibile e quando viene fatto è preferibile irrigare una volta alla settimana, massimo ogni 3 giorni avendo l’accortezza di adacquare abbondantemente verso le 6.00 della mattina in modo che l’erba si asciughi in superficie velocemente contrastando la schiusura delle uova presenti nel tappeto vegetale. Per la prevenzione delle zanzare bisogna innanzitutto fare un controllo se nell’area sono presenti contenitori con acqua libera scoperta. In questi contenitori le zanzare depongono le uova e con le attuali temperature in una settimana compiono il ciclo di sviluppo e diventano adulte. I contenitori se non sono necessari vanno rimossi. Nei pozzetti di raccolta delle acque piovane vanno collocati a cadenza mensile i prodotti larvicidi. Tale pratica va effettuata da aprile a novembre. Sono da escludere i trattamenti con prodotti insetticidi adultici, in quanto vanno ad alterare l’ecosistema con danni in particolare all’entomofauna utile. Altro capitolo è il contrasto ai ratti, in particolare per la prevenzione della leptospirosi. La derattizzazione deve essere affidata esclusivamente alle ditte di derattizzazione, disinfestazione e sanificazione. Tale attività deve essere effettuata generalmente tre volte all’anno, in particolare nel periodo di creazione dei rifugi invernali e quindi per ottobre/novembre, per il periodo di minor presenza di cibo febbraio/marzo e per il periodo della maggiore riproduzione aprile/maggio. L’attività va concepita con una fase di monitoraggio con la collocazione di esche “virtuali” senza sostanza attiva, verifica dei siti infestati e collocazione dell’esca a cui seguono le verifiche. Tale attività deve essere effettuata con contenitori di esche in acciaio collocati all’esterno del recinto e con verifiche frequenti. Bisogna evitare infatti episodi negativi di persone inqualificabili che vedendo i cartelli di “derattizzazione in corso” gettano polpette avvelenate facendo accusare in tal modo la ditta di derattizzazione. Quindi massima attenzione e vigilanza.
Sperando che la risposta si congrua e soddisfacente Le invio cordiali saluti.
Alessandro Maria Di Giulio 

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