Albero del paradiso cure e rimedi

Albero del Paradiso-01

Albero del Paradisodi Aldo Ranfa

Cosa fare in caso di ingestione

Il contatto con le foglie e i fiori può inoltre provocare irritazioni cutanee e dermatiti allergiche Rivolgersi immediatamente dal medico e, in casi particolarmente gravi, è bene contattare un Centro Antiveleni.

Caratteristiche di tossicità

La corteccia dei rami giovani, le foglie e le radici possono provocare forti irritazioni cutanee per la presenza di mucillagini, resine, alcaloidi come l’ailantina, olio essenziale, glucosidi, tannini, saponine.

LIVELLO DI TOSSICITA’ : MEDIO

Parte tossica della pianta: Corteccia, foglie, radici
Periodo di tossicità: Da gennaio a dicembre

Albero del Paradiso prevenzione e controllo

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Albero del Paradisodi Aldo Ranfa

Come prevenire le infestazioni

La prevenzione svolge un ruolo importante nella diffusione della specie. Quindi: non diffondere né i semi né le piante. Impedire la crescita sui tetti piani e nei giardini estensivi e sradicare le giovani piante prima che diventino troppo grandi. Se la pianta è già presente è necessario evitarne l’espansione: tagliare le infiorescenze prima della formazione dei frutti e strappare tutti i rigetti. Evitare di depositare in giardino pezzi di radici, non gettarli nel compost e non consegnarli ai servizi di raccolta dei rifiuti verdi. Unicamente il compostaggio professionale con fase di igienizzazione o il trattamento in un impianto di metanizzazione sono consigliati, altrimenti resta l’incenerimento presso un impianto di incenerimento dei rifiuti. Seminare con specie indigene i terreni aperti nelle vicinanze di individui di Ailanto

LIVELLO DI INVASIVITA': ALTO

La prevenzione ha un ruolo importantissimo nel limitare la diffusione dell’albero del Paradiso. Buona norma è quella di evitare la diffusione dei semi e delle piane stesse. Arrestare la crescita nei giardini privati e in qualsiasi tipologia di verde urbano pubblico. Evitare l’immagazzinamento di legname e qualsiasi pratica agronomica che permetta la sua diffusione. Eliminare le giovani infruttescenze per impedire il diffondersi dei frutti. Se le piante sono già presenti, evitare il taglio di quelle più grandi per evitare la forza rigeneratrice da polloni ma preferire trattamenti endoterapici con prodotti sistemici effettuate da specialisti, per le piante più piccole è buona norma cercare di eradicarle. E’ allo studio la lotta a base di funghi parassiti

I casi più frequenti

Infestazione nei nostri orti

Le diffusione di specie esotiche in maniera incontrollata negli ultimi anni sta diventando una vera e propria invasione biologica e rappresenta una delle minacce più importanti per la conservazione della biodiversità, causando anche gravi danni per l’uomo sia economici sia sanitari.
In Italia tale fenomeno, nonostante l’eterogeneità del territorio, la fragilità ambientale e l’esposizione a diversificati fenomeni di scambi commerciali, non è particolarmente grave. Ciò nonostante il fenomeno è in costante aumento sia per la spiccata antropizzazione delle aree naturali sia per la costante ricerca da parte dell’uomo di specie vegetali alloctone o esotiche da utilizzare sia come ornamento che come alimento con proprietà salutistiche.

Monitoraggio

In Italia nonostante le specie invasive costituiscano una minaccia per l’ambiente, per gli ecosistemi e per le aree più o meno antropizzati come le aree urbane e periurbane, non esistono ancora riferimenti legislativi nazionali unitari.
A livello europeo si fa riferimento alla Convezione sulla Biodiversità (CBD), ratificata dall’Italia con la L. n. 124/1994, che impegna i firmatari di vincolarsi in maniera adeguata e con i sistemi più idonei, per prevenire l’introduzione, promuovere il controllo e l’eradicazione di quelle specie alloctone o esotiche che minacciano la conservazione di ecosistemi, habitat o altre specie.
Detto questo per agire in modo responsabile, in attesa di norme più specifiche, occorre che gli addetti alla manutenzione del verde, di Enti pubblici e/o privati o il semplice cittadino privato prenda atto dell’importanza della prevenzione biologica e tenti di mettere in atto strategie per la sua applicabilità.
Occorre ispezionare con cura ogni angolo delle nostre aree verdi di pertinenza, siano essi terreni agricoli, orti, aiuole ornamentali, scarpate o altre tipologie di verde e verificare che la specie oggetto di coltura non tenda ad invadere indistintamente sia le aree immediatamente a contatto con la pianta madre sia le aree nelle vicinanze.

Verificare la presenza di specie vegetali diverse da quelle in coltivazione.

Verificare l’identità delle specie ritrovate e documentarsi sulla…

Nel caso ci siano problemi con l’identificazione delle specie si consiglia di rivolgersi ad un esperto.

Albero del Paradiso

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Albero del Paradiso

L’Ailanthus altissima (Mill.) Swingle o Albero del Paradiso

oppure Sommacco falso, Sommacco americano, Albero dei pop-corn.
(Fam. Simaroubaceae)

di Aldo Ranfa



Vita da Albero del Paradiso

Morfologia

Albero dioico, cioè con fiori maschili e femminili su individui separati, spogliante, alto fino a 30 m. La corteccia presenta un disegno tipico conferito dalla presenza di lenticelle romboidali. Le foglie sono imparipennate (40-90 cm) composte di 9-25 segmenti lanceolati, interi o irregolarmente dentati alla base, lunghi 10 cm e coperti, sulla pagina inferiore, di grosse ghiandole. I fiori, bianco-giallastri, sono riuniti in racemi lunghi fino a 30 cm. I frutti, samare, sono alati, compressi, lunghi 3-5 cm e larghi 0.5-1 cm. La pianta ha un odore sgradevole. La fioritura ha luogo da giugno a luglio

Ecologia e distribuzione

Rusticissima, si inselvatichisce facilmente, in particolare nelle zone periurbane, è difficilmente controllabile, provoca danni sia ai manufatti sia agli ambienti naturali e alla vegetazione indigena per effetto allelopatico. Specie eliofila, lo troviamo da 0 a 800 m s.l.m., di preferenza su suoli secchi nelle regioni calde di bassa quota e all’orizzonte collinare. Frequente sui bordi stradali, stazioni e linee ferroviarie, zone industriali, ruderi, muri, aiuole, margini forestali, prati naturali. Tollera facilmente la salinità del suolo, la siccità e l’inquinamento atmosferico.

Curiosità

Albero ornamentale importato nel XVIII secolo dall’Asia orientale (Cina e Corea del Nord).Il nome del genere proviene dall’alterazione del termine “aillanitol= raggiungere il cielo”, con cui viene chiamata la stessa pianta nelle isole Molucche. Il nome specifico vuole sottolineare la maestosità dell’albero. Venne importato dalla Cina per la coltivazione del bombice Samia cynthia, il cui bozzolo forniva una specie di seta con rese maggiori del nostro baco da seta. Tale bombice in Europa non si ambientò mentre, l’albero inizialmente coltivato per scopi ornamentali, si naturalizzò facilmente e oggi è diventato invasivo.
Usi popolari e rimedi
L’albero del Paradiso possiede proprietà antisettiche, antidiarroiche, antielmintiche e astringenti mentre, le foglie, possono essere utilizzate nell’industria cartaria e per colorare di giallo la lana. Il suo legno risulta un buon combustibile che produce fiamme di colore chiaro e lascia poche ceneri.

Bibliografia

  • Cagiotti M.R., Ranfa A., Landucci F., Marinangeli F., 2006 – Considerazioni su alcune specie esotiche per l’Umbria. Atti del Convegno “La flora esotica d’Italia” (CIRPFEP). Roma, 23-24 Marzo 2006
  • Cagiotti M.R., Landucci F., Marinangeli F., Bodesmo M. e Ranfa A., 2010 – Umbria, in Celesti-Grapow L., Pretto F., Carli M. e Blasi C. (Eds.) 2009 – Flora vascolare alloctona e invasiva delle regioni d’Italia. Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Centro Stampa Università, Università degli Studi di Roma La Sapienza, pagg. 95-100
  • Celesti-Grapow L., Alessandrini A., Arrigoni P. V., Banfi E., Bernardo L., Bovio M., Brundu G., Cagiotti M. R., Camarda I., Carli E., Conti F., Fascetti S., Galasso G., Gubellini L., La Valva V., Lucchese F., Marchiori S., Mazzola P., Peccenini S., Poldini L., Pretto F., Prosser F., Siniscalco C., Villani M. C., Viegi L., Wilhalm T. & Blasi C., 2009 – Inventory of the non-native flora of Italy. Plant Biosystems – Giorn. Bot. Ital. Firenze, 143 (2): 386-430. [Jul 2009]
  • Celesti-Grapow L., Pretto F., Carli, E., Blasi C., 2010 – Flora vascolare alloctona e invasiva delle regioni d’Italia. Editrice Università La Sapienza, Roma.
  • Ranfa A., Cagiotti M.R., Marinangeli F., Bodesmo M., 2006 – Alcune specie esotiche in Umbria a differente invasività. Atti del Convegno “La flora esotica d’Italia” (CIRPFEP). Roma, 23-24 Marzo 2006.
  • Ranfa A., Ciampelli E., Cagiotti M.R., Romano B., 2006 – Specie esotiche di pregio presenti nel Parco di Villa Montesca (Città di Castello-Perugia). Atti del 101° Congresso Nazionale della Società Botanica Italiana (S.B.I.), Caserta, 27-29 Settembre 2006, pag. 144.
  • Ranfa A., Bodesmo M., Cagiotti M.R., Landucci F., Romano B., 2006 – Alcune specie esotiche in Umbria: strategie d’invasività. Atti del 101° Congresso Nazionale della Società Botanica Italiana (S.B.I.), Caserta, 27-29 Settembre 2006, pag. 230.

Sitografia

https://www.infoflora.ch/it/assets/content/documents/neofite/inva_aila_alt_i.pdf
http://www.actaplantarum.org/floraitaliae/viewtopic.php?t=43460
https://it.wikipedia.org/wiki/Ailanthus_altissima
http://www.giardinaggio.it/giardino/alberi/ailanthus/ailanthus.asp
http://hal.archives-ouvertes.fr/docs/00/47/32/67/PDF/NO2009-PUB00028261.pdf http://www.nps.gov/plants/alien/fact/aial1.htm http://www.issg.org/database/species/ecology.asp?si=319&fr=1&sts=sss&lang=EN http://www.europe-aliens.org/speciesFactsheet.do?speciesId=16970