Blatte cure e rimedi

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blattadi Massimo Gigli

Prevenzione contaminazioni

In caso di presenza di blatte nelle cucine e negli altri ambienti di vita adottare le seguenti misure:

  • Rimuovere gli alimenti che possono essere stati contaminati, frutta, biscotti e quanto è presente nella cucina che non era chiuso ermeticamente
  • Pulire, detergere e disinfettare i piani da lavoro, le mensole e i cassetti dove possono essere transitate le blatte
  • Effettuare una corretta gestione delle immondizie in bidoni che devono essere sempre sempre chiusi e coperti e una attenta conservazione delle derrate alimentari
  • Effettuare la sigillatura di scarichi fognari ed interstizi evidenti presenti sulla superficie pavimentata
  • Programmare se necessario trattamenti insetticidi

N.B. Durante le operazioni di pulizia indossare sempre dispositivi di protezione individuale come guanti in lattice monouso

Blatte

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blattadi Luciano Toma

Vita da Blatta

Appartenenti all’ordine dei Blattodei, questi insetti hanno forma più o meno ovale, schiacciata dorso-ventralmente e variano nella colorazione da molteplici varietà di marrone al nero.
Gli adulti di alcune specie raggiungono al massimo 1,5-2 cm di lunghezza, mentre altri possono superare gli 8 cm.
Quando sono in posizione di riposo il capo è curvato in basso, sotto il torace, e tende a non essere visibile. Sul capo si trovano un paio di antenne lunghe e filiformi, 2 larghi occhi e la bocca dotata di apparato masticatore.
Lo scudo dorsale posto sul torace copre la base della testa e delle ali. Alcune specie per spostarsi volano, altre pur avendo le ali sono poco adatte al volo, altre ancora sono attere. Sia i maschi che le femmine sono dotati di grandi organi di senso detti “cerci”, posti nella parte terminale dell’addome.

Le specie rilevanti nelle infestazioni sono essenzialmente 4: Blattella germanica, Supella longipalpa (di dimensioni inferiore ai 2cm), Periplaneta americana e Blatta orientalis (fra 3 e 4cm).
Le prime due specie di colore giallo ocra, infestano prevalentemente ambienti dedicati alla distribuzione alimentare e domestici. P. americana è caratterizzata da un colore rosso cuoio e dalla presenza di ali che coprono interamente l’addome negli adulti; B. orientalis invece appare di solito più scura e negli adulti le ali non arrivano a coprire interamente l’addome.
Queste due specie più grandi tendono in genere ad infestare ambienti sotterranei, fogne e scantinati oltre agli ambienti domestici. Più raramente, soprattutto nelle regioni meridionali del nostro Paese si può rinvenire una quinta specie, Polyphaga aegyptiaca, di colore nero, lunga circa 3cm e con ali più lunghe dell’addome nel maschio.

Importanza sanitaria

Le blatte o scarafaggi sono potenziali contaminatrici del cibo che l’uomo conserva per se stesso e per gli animali domestici, quando questo non sia adeguatamente protetto. La caratteristica potenzialmente più pericolosa delle blatte è quella di rigurgitare una parte del cibo assunto e di defecare durante il pasto.
In laboratorio è stato dimostrato che le blatte possono trasportare esternamente o nel canale alimentare oltre 40 specie di batteri patogeni.
Principalmente si tratta degli agenti di dissenterie batteriche, salmonellosi, botulismo e colera. Sono anche in grado di trasmettere diversi virus, quali i virus Coxackie, parecchi ceppi del virus poliomielitico, probabilmente quello dell’epatite A. Le blatte possono fungere da vettori anche di uova di elminti (ascaridi, tenie, anchilostomi) e protozoi patogeni quali amebe, giardie, toxoplasma.
È provato inoltre che il contatto diretto con le blatte o con i loro resti, può dare luogo a fenomeni di ipersensibilità con sviluppo di allergie.

Blatte prevenzione e controllo

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blattadi Guglielmo Pampiglione

Metodi di prevenzione e controllo

La presenza contemporanea di adulti e ninfe di varie taglie è l’indicazione dell’esistenza di una colonia stabile di blatte.
La presenza stabile di blatte non è sempre indice di cattive condizioni igienico-sanitarie ma può essere anche indice di inadeguatezza nel loro controllo.

Il miglior metodo di controllo delle blatte è la prevenzione, che consiste nel rendere loro inaccessibili le fonti di nutrimento.
Per quanto riguarda i locali confinati, dunque, una serie di semplici accortezze potrebbe essere sufficiente per evitare le infestazioni:

  • ridurre per quanto possibile le vie d’accesso delle blatte. Esse possono colonizzare un ambiente dall’esterno, ma possono anche spostarsi all’interno tra locali confinanti. Tutti i piccoli varchi tra esterno e interno di uno stabile e tra i suoi vari locali, vanno chiusi murandoli o mediante l’impiego di reti a maglie fitte. Intercapedini, controsoffitti e pavimenti rialzati vanno sigillati, così come grosse crepe, canalette, fessure, tombini, battiscopa e infissi sconnessi;
  • porre al loro posto sempre gli alimenti, o comunque renderli inaccessibili alle blatte, e mantenere i locali cucina scrupolosamente puliti nelle abitazioni, o dovunque si cucini o si consumino cibo e bevande (locali pubblici, mense, ecc.). Tutti i ripiani di scaffalature aperte (piccole dispense) vanno tenuti accuratamente puliti da residui di alimenti come (farina, zucchero, ecc.);
  • controllare scrupolosamente gli involucri delle derrate alimentari, soprattutto quelle in confezioni per vendita all’ingrosso, contenute in scatoloni o casse (bibite, scatolami, uova, biscotti, pasta, ecc.), che in genere rappresentano i principali veicoli delle blatte o delle loro ooteche. Anche i contenitori di alimenti freschi, come cassette di verdure e frutta, e sacchi di patate possono risultare occasionalmente infestate. È buona norma in ambiente domestico controllare attentamente ogni materiale spostato da cantine o locali simili, alle abitazioni eliminare tali involucri subito dopo il trasporto;
  • scoraggiare l’infestazione nei locali adibiti a magazzini per deposito di derrate alimentari o destinati alla conservazione (stagionatura, maturazione, ecc.) di alimenti, con la più scrupolosa pulizia e, qualora possibile e compatibilmente con la destinazione d’uso, ricorrendo a impianti di condizionamento specifici, che rendano i locali stessi sfavorevoli alla presenza delle blatte (es. basso tenore di umidità);
  • impiegare un sistema efficiente di monitoraggio ambientale negli impianti industriali per la produzione/trasformazione degli alimenti e negli esercizi commerciali all’ingrosso. Tale sistema va effettuato mediante apposite trappole collanti o a cattura (in genere, innescate con esche alimentari), da posizionare in siti selezionati. Anche i locali pubblici di ristorazione, le cucine e le mense di ospedali, scuole, ecc. dovrebbero essere costantemente monitorati, in modo da individuare precocemente l’eventuale introduzione di blatte.
    Queste misure di prevenzione sono molto più pratiche, sicure ed economiche dell’uso di insetticidi, che diviene indispensabile quando l’infestazione appare ormai conclamata. In caso di infestazioni pesanti, si può ricorrere all’impiego di insetticidi per ridurre o eliminare la densità degli infestanti. I piretroidi rappresentano la classe di insetticidi maggiormente utilizzata per i trattamenti in aree esterne o in quei locali che non sono considerati sensibili per la salute umana. La loro azione, residuale e/o abbattente, assicura la copertura per periodi variabili nell’ordine di alcune settimane. Tali prodotti sono formulati come spray (bombolette per uso domestico) oppure, concentrati emulsionabili o liquidi per uso tal quale rivolti all’impiego professionale (da applicare con pompe a pressione costante).

Altre particolari formulazioni emulsionabili, dette microincapsulate, assicurano un lento rilascio del prodotto insetticida, tale da consentire un’azione residua più lunga. Bisogna tenere presente che la durata dell’azione residua di un’insetticida può essere ridotta, rispetto a quanto riportato in etichetta, anche da frequenti lavaggi, dalla presenza di spessi strati di polvere o di sporcizia.

Sono disponibili sul mercato anche prodotti a base di p.a. regolatori della crescita. Tuttavia, l’impiego di questi prodotti, sebbene auspicabile per il loro basso impatto ambientale, danno risultati in tempi piuttosto lunghi. Tenendo conto di quest’ultima considerazione, di fronte a forti infestazioni di blatte risulta più efficace un primo intervento con formulati gel o tradizionali ad azione rapida e abbattente. Tra i principi attivi IGR (Insect Growth Regulator) registrati in Italia troviamo: il piriproxifen e il triflumuron.

Particolare attenzione va poi posta, nei trattamenti, per evitare contaminazioni di cibo. Le reti fognarie richiedono applicazioni con insetticidi piretroidi.

I formulati in pasta gel (di diversa classe chimica rispetto ai piretroidi o agli IGR) sono ottimali per gli ambienti interni (ospedali, scuole, mense, abitazioni, ricoveri per anziani, caserme, ecc.) e sicuramente offrono il miglior risultato sia per risolvere in maniera definitiva l’infestazione di blatte sia per il basso impatto e disagio ambientale che offrono nei luoghi in cui si interviene. L’applicazione dei gel avviene con particolari pistole erogatrici di gocce.

Si tratta di un’esca insetticida e quindi la sua azione, si esplica attraverso l’ingestione della stessa da parte delle blatte. Un’azione di intossicazione secondaria è altresì presente quando le blatte si nutrono degli escrementi di altre blatte precedentemente contaminate o di carcasse di blatte, morendo a loro volta. Quest’azione è chiamata “effetto domino”. È perciò fondamentale distribuire le gocce nei luoghi maggiormente frequentati dalle blatte per ottenere i maggiori risultati. L’uso di questi insetticidi richiede personale esperto. I principi attivi disponibili in Italia sono: acetamiprid, fipronil, indoxacarb, imidacloprid. I formulati presenti differiscono tra loro per natura chimica, efficacia, appetibilità della pasta gel, colore, vischiosità e aderenza alle pareti. La loro efficacia nell’ambiente può durare anche diversi mesi. Tutti i formulati gel sono inodori e non richiedono l’uso dei dispositivi di protezione individuale. La sovrapposizione con gli insetticidi classici non giova all’appetibilità delle esche alimentari che quindi potrebbero venire evitate dalle blatte rendendo inefficace il trattamento.

In tutti gli ambienti frequentati da degenti, persone anziane, bambini e animali domestici devono essere usati prodotti inodori e non ad azione residua o formulazioni polverulenti. I gel sono formulazioni che si adattano a queste realtà.

Esistono infine, per uso domestico, delle esche trattate con insetticida già inserite in appositi contenitori da collocare nei luoghi di passaggio delle blatte, sono adatte al controllo di infestazioni di lieve entità.

I casi più frequenti

Blatte nell’abitazione
Cosa fare

Pulire in maniera meticolosa ogni parte della cucina e del bagno, gli armadietti e le dispense alimentari. Rendere inaccessibile qualunque forma di cibo all’interno della dispensa, chiudendo in barattoli le confezioni di alimentari aperte. Riparare bene qualunque crepa o apertura nell’intonaco o tra le maioliche. Eliminare qualunque apertura o spazio tra infisso della finestra e intonaco. Utilizzare esche alimentari per scarafaggi in gel o in dispenser.

Blatte in cantina
Cosa fare

Mantenere sempre pulita la cantina. Una volta all’anno pulire gli scarichi con prodotti specifici. Anche in questo caso sono molto utili le esche alimentari per scarafaggi, in gel o in dispenser.

Collegamenti a link o a schede di maggiore approfondimenti

www.pampiglione.com

Letture consigliate
Barbagallo S, Patti I, Russo A, Verdone A. Epidemiology and control of cockroaches infesting urban and suburban areas in Sicily. In: Proceedings of the 3rd International Conference on Urban pests (Prague); 1999. p. 608.
Chopard L. Les Polyphagiens de la faune paléarctique (Orth., Blatt.). EOS 1929;5:223-358. Pampiglione G, Ferrari E, Trentini M. Il controllo delle blatte in Italia: indagine conoscitiva presso i servizi di prevenzione pubblica. Parassitologia 2000;42 (1):61.
Pampiglione G, Macciantelli M, Romano S. Il ruolo di un nuovo principio attivo, il fipronil, nella lotta integrata alle blatte. Polizia Sanitaria 2000;38:38-44.

Rapporti ISTISAN 12/41 Mazzotti M, Pampiglione G. Blatte e patologie respiratorie ad esse correlate. Disinfestazione & Igiene Ambientale 1999;4:1-3.
Pampiglione G, Trentini M. Controllo delle blatte: riflessioni sul livello di conoscenze tecnico-scientifiche dei disinfestatori in Italia. Disinfestazione & Igiene Ambientale 1999;2:23-6.
Russo A, Tropea Garcia G. Polyphaga aegyptiaca: un infestante delle industrie alimentari.
Disinfestazione 1996;13(6):9-12. Russo A, Verdone A. Le ooteche delle blatte infestanti le industrie alimentari (Blattaria). Disinfestazione e igiene ambientale 1999;16(6):1-4.

Pampiglione G., (2012). Blatte in: Istituto Superiore di Sanità. Artropodi di interesse sanitario. Roberto Romi, Cristina Khoury, Riccardo Bianchi, Francesco Severini 2012, ii, 105 p. Rapporti ISTISAN 12/41

Pampiglione G. (2003). Blatte. In: Puccini V., Tarsitano E., Parassitologia urbana. Ed agricole, Bologna: 239-249.