Zecca prevenzione e controllo

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zeccadi Luciano Toma

Come prevenire o gestire le infestazioni

Le attività di controllo delle zecche devono tener conto di una buona conoscenza degli habitat, dei periodi di attività, degli ospiti principali e della durata del ciclo di sviluppo dei singoli generi. Il controllo di questi artropodi può essere effettuato direttamente sugli animali infestati o sull’ambiente o meglio, ove possibile, su entrambi. Il ricorso agli insetticidi è consigliabile per il trattamento del bestiame pesantemente infestato, attraverso il passaggio periodico in apposite vasche di soluzione insetticida oppure mediante docce o polverizzatori. Invece shampoo, lozioni e collari repellenti/insetticidi contro le zecche sono indicati per gli animali d’affezione. L’uso di insetticidi ad azione residua è consigliato per ambienti confinati (pollai, stalle, ricoveri animali, ecc.). Nei grandi spazi aperti, dove comunque è raro che insorgano forti infestazioni, il ricorso agli insetticidi non è pensabile, mentre si dimostra efficace il la rotazione dei pascoli per mantenere bassa l’altezza dell’erba. Nei centri abitati, invece, dove le infestazioni di spazi aperti possono interessare ristrette aree verdi (aiuole spartitraffico, giardini pubblici, ecc.) è possibile contrastare la presenza di zecche con la falciatura dell’erba.

Come prevenire le punture

Per la protezione della persona, è importante indossare pantaloni lunghi, possibilmente chiari, e scarponi adeguati; inoltre, considerare che le zecche restano in attesa del passaggio di un’ospite soprattutto nell’erba alta, può aiutare a fare particolare attenzione in tale condizione.
I cani dovrebbero essere sempre trattati con prodotti repellente contro pulci e zecche così da ridurre la possibilità di attacchi.
Per la protezione umana, ad oggi sono disponibili repellenti che vanno sempre utilizzati leggendo scrupolosamente le istruzioni di uso e applicazione.

Cosa fare in caso di puntura

Si consiglia di afferrare la zecca infissa nella pelle con una pinzetta a punte piatte e di ruotarla tirando leggermente ma con decisione fino ad estrarla. Non serve ungere la zecca con oli, né tantomeno cercare di ustionarla: queste pratiche indurrebbero l’animale a contrarsi serrando ancora di più la sua posizione ma soprattutto potrebbero provocare un maggiore rigurgito di sangue e saliva nell’ospite.
Data la possibilità che le zecche veicolino patogeni, è consigliabile comunque rivolgersi a un medico, soprattutto nel caso in cui ci accorga della presenza del parassita alcuni giorni dopo la data a cui si può far risalire l’attacco.

Le zecche dentro e fuori casa

Le zecche, come gli acari, appartengono al phylum degli Artropodi, subphylum Chelicerati classe Aracnida, ordine Acarina. Si tratta di parassiti ematofagi cioè di animali che necessitano di succhiare sangue per vivere e riprodursi.
Grandi da qualche mm a più di 1 cm, a seconda di specie, sesso, età e se digiune o replete, le zecche presenti in Italia sono riunite sotto 2 famiglie: Ixodidae o “zecche dure” (come la zecca dei boschi e la zecca del cane) ed Argasidae o “zecche molli” (come la zecca del piccione). Le specie appartenenti alla prima famiglia si distinguono da quelle della seconda per la presenza, di uno scudo dorsale chitinoso in tutti gli stadi di sviluppo.
Nelle zecche dure il maschio ha lo scudo chitinoso che copre tutto il dorso, mentre nella femmina lo scudo è presente solo anteriormente. La parte posteriore del corpo della femmina è costituita da tessuto elastico che le permette di ingerire quantità di sangue di gran lunga superiori al proprio peso corporeo. In Italia sono presenti una trentina di specie raggruppate in 5 generi (o 6 secondo gli schemi di classificazione).
Le zecche molli invece non presentano in nessuno stadio di sviluppo lo scudo dorsale chitinoso. Altri caratteri differenziali sono. In Italia sono presenti 2 generi con 7 specie.
E’ evidente quindi che in generale le zecche devono nutrirsi di sangue a prescindere dall’età e dal sesso; possono rimane attaccate all’ospite sul quale si nutrono anche per giorni.
Si tratta di animali presenta all’esterno, dove aspettano il passaggio di un animale sul quale aggrapparsi e nutrirsi.
Le zecche sono vettori di malattie dell’uomo e degli animali. Fra le malattie del bestiame provocate da zecche va menzionata la piroplasmosi, causata da organismi patogeni del genere Babesia. Per quanto riguarda la salute umana, in Italia è sempre più diffusa la febbre bottonosa una rickettsiosi il cui agente responsabile è Rickettsia conori; vettore di questa malattia è la zecca del cane Rhipicephalus sanguineus. La specie Ixodes ricinus, la zecca di boschi, trasmette l’encefalite da zecche, la febbre Q, la tularemia e la malattia di Lyme. La malattia di Lyme, di cui agente responsabile è Borrelia burgdorferi colpisce non solo l’uomo ma anche i mammiferi domestici.

Cosa Fare

In generale ci si può imbattere nelle zecche nei periodi dell’anno in cui le temperature risultano più calde o miti. Di solito, camminando in campagna, nelle radure tra bosco e radura o in ambiente boschivo, può capitare di imbattersi in qualche esemplare che, rimasto attaccato agli indumenti, può poi farsi strada per trovare il punto migliore per pungere la persona.
Nella stessa situazione camminando con il cane al seguito questo può essere attaccato da zecche che facilmente possono agganciarsi al pelo.
Per la protezione della persona, è importante indossare pantaloni lunghi, possibilmente chiari, e scarponi adeguati; inoltre, considerare che le zecche restano in attesa del passaggio di un’ospite soprattutto nell’erba alta, può aiutare a fare particolare attenzione in tale condizione.
I cani dovrebbero essere sempre trattati con prodotti repellente contro pulci e zecche così da ridurre la possibilità di attacchi.
Alla fine di una escursione è estremamente importante l’ispezione degli indumenti e del corpo facendo particolare attenzione alle gambe e all’attaccatura dei capelli soprattutto nella regione della nuca.
Allo stesso modo l’ispezione del cane risulta fondamentale, facendo particolare attenzione a capo, orecchie tra le dita delle zampe.
In generale la profilassi andrebbe sempre effettuata su cani e gatti che vivono in casa e soprattutto in abitazioni con giardino e sfoghi esterni.
Per la protezione umana, ad oggi sono disponibili repellenti che vanno sempre utilizzati leggendo scrupolosamente le istruzioni di uso e applicazione.

Punture

La puntura della zecca di solito non si avverte. Spesso ci si accorge della presenza del parassita a che dopo alcuni giorni dall’attacco perché se ne percepisce la presenza al tatto passando la mano in zone del corpo non visibili come nuca, cute, schiena e lato posteriore delle gambe.

Cosa Fare

Poiché la zecca si fissa all’epidermide dell’ospite con una sostanza adesiva che indurisce, detta “cemento”, la sua rimozione non è facile. Inoltre il rischio di tirare via malamente la zecca potrebbe provocarne la rottura facendo rimanere il rostro nella pelle con rischio di infezione. Per tali motivi si consiglia di afferrare la zecca infissa nella pelle con una pinzetta a punte piatte e di ruotarla tirando leggermente ma con decisione fino ad estrarla.
Data la possibilità che le zecche veicolino patogeni, è consigliabile comunque rivolgersi a un medico, soprattutto quando ci accorge della presenza del parassita alcuni giorni dopo la data a cui si può far risalire l’attacco.

Zecca

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ixodes scapularis - indirect representation of dangerous diseases

La zecca – Ixodide

di Luciano Toma

Vita da zecca

Il ciclo biologico degli Ixodidi consta delle fasi di uovo, larva, ninfa e adulto. Per passare da uno stadio di crescita al successivo la zecca necessita di nutrirsi di sangue. Secondo la specie, il così detto pasto di sangue può avvenire su uno stesso ospite (specie monoxena), su due ospiti come (specie dixena) o su tre ospiti nella maggioranza delle specie (zecche eteroxeni). Le zecche dixene ed eteroxene si nutrono su ospiti di taglia differente; negli stadi larvale e ninfale di solito si tratta di roditori, uccelli, rettili, mentre gli ospiti delle zecche adulte sono mammiferi di taglia media e grande come canidi, ovini, suini bovini ed equini. Il ciclo vitale delle zecche si compie generalmente in un anno anche se a volte si possono osservare due generazioni in un anno; tuttavia, in alcune specie il ciclo di sviluppo può richiedere più tempo per compiersi, talvolta anche diversi anni.
Gli Argasidi di giorno si nascondono nelle vicinanze dell’ospite, e di notte si nutrono su di esso; il pasto di sangue è molto rapido, dopo di che la zecca torna a nascondersi; si tratta di zecche che parassitano soprattutto uccelli, spesso il pollame in allevamento. Il ciclo biologico si svolge attraverso 5 stadi di sviluppo: uovo, larva esapode, prima ninfa, seconda ninfa ed adulto. Il dimorfismo sessuale è poco evidente. La femmina dopo l’ovodeposizione non muore ma è pronta a compiere un altro pasto di sangue; il ciclo biologico può completarsi in condizioni ottimali in circa 40 giorni.

Collegamenti a link o a schede di maggiore approfondimento
http://www.epicentro.iss.it/problemi/zecche/zecche.asp
http://www.ausl.pr.it/comunicazione_stampa/campagne_informative/zecche-conoscerle-evitarle.aspx

Curiosità

Le zecche sono più simili a un ragno che a una cimice?

Si è vero. Si tratta di Aracnidi come i ragni, gli scorpioni e gli acari (hanno 4 paia di arti). Invece le cimici sono insetti (tre paia di arti e un paio di antenne).

Pungono l’uomo per nutrirsi?

Si, succhiano il sangue fissandosi con le parti boccali all’ospite (animale o uomo). Si nutrono esclusivamente in questo modo per vivere e crescere.

Vivono dove l’ospite si riposa o dorme?

Questo è vero soltanto per le “zecche molli” che di solito si nutrono su uccelli. Invece le “zecche dure” restano attaccate all’ospite anche per alcuni giorni, lasciandosi cadere solo quando sono piene di sangue.

Per staccare una zecca dalla pelle bisogna coprirla di olio per soffocarla?

Assolutamente no. Le zecche respirano molto lentamente e non soffocano con questo metodo: anzi sarebbe un disturbo che potrebbe farla fissare più in profondità nella pelle.

Per staccare una zecca dalla pelle bisogna bruciarla con una sigaretta?

Assolutamente no, come sopra, si otterrebbe l’effetto opposto, inoltre potrebbe diventare più difficile estrarla.

Per staccare una zecca bisogna tirarla via strappandola dalla pelle?

No, la zecca va afferrata al punto di inserzione nella pelle possibilmente con un paio di pinzette a becchi piatti e ruotata tirando delicatamente ma con decisione, per estrarla del tutto senza romperla, per evitare che le parti boccali rimangano nella pelle (rischio di infezione).

I numeri della zecca

Dimensioni delle zecche

Sono molto variabili da pochi millimetri a più di un centimetro secondo la specie, il sesso, l’età e soprattutto in base al fatto di essere digiuna o piena di sangue dell’ospite.

Quanti “occhi” hanno?

In alcuni generi e specie è presente un paio di occhi semplici, in altre sono assenti