Vespa

Pubblicato in data: 23 luglio 2015

apeDi Davide Di Domenico

Vita da Vespa

Nel nostro Paese sono presenti varie specie di vespe appartenenti ai generi Polystes e Vespula, che rappresentano le vespe sinantropiche più comuni.
Le vespe vivono in colonie formate da alcune decine a migliaia di individui e nei nostri climi sono presenti solamente durante la stagione calda (da aprile ad ottobre). Esse costruiscono nidi complessi, caratteristici, detti favi, costituiti da numerose celle disposte orizzontalmente, e realizzati con una sorta di cartone ottenuto impastando fibre vegetali. In genere vengono costruiti all’interno di cavità naturali come quelle degli alberi, o all’interno di manufatti (sottotetti, canne fumarie, cassonetti, infissi, ecc.).
Alcune vespe, in particolare la Vespula germanica, approfittano delle cavità create da altri animali (arvicole e talpe) per costruire il nido nel terreno.
Esse possono diventare particolarmente infestanti in ambiente urbano, quando i residui alimentari non vengono correttamente smaltiti o in ambiente rurale dove “approfittano” delle colture frutticole.
Le specie di vespe che comunemente si trovano presso le abitazioni e possono costituire un fastidio o un pericolo per l’uomo vanno distinte nelle vespe vere e proprie (genere Vespa, Vespula e Dolichovespula) e le vespe cartonaie (genere Polistes).
Alle prime appartengono le  comuni vespe dal corpo tozzo con nido di forma sferica fatto di diversi favi sovrapposti, posto sempre all’interno di cavità naturali (grandi alberi, tane sotterranee, ecc.), o artificiali, mentre alle seconde appartengono vespe dal corpo più snello, il cui nido è formato da un singolo favo di forma irregolarmente circolare (di diametro attorno ai 12-15 cm), privo di involucro, attaccato ai vari substrati mediante un peduncolo.
Le comunità delle vespe sono tutte annuali: la regina fecondata, dopo avere superato l’inverno in un luogo riparato, fonda la colonia nella tarda primavera. Col procedere della stagione calda, la colonia diviene sempre più ampia, aumentando il numero di operaie che partecipano alla sua costruzione, raggiungendo la massima espansione nella tarda estate. In questo periodo nel nido vi possono essere anche alcune migliaia di vespe. A questo punto compaiono i maschi, destinati ad accoppiarsi con le nuove regine. Ormai infatti la vecchia regina non è più in grado di secernere l’ormone che rende sterili le sue operaie, e di conseguenza queste cominciano a dare origine a nuove regine. Le vespe regine ed i maschi si mescoleranno con quelli di altri nidi ed avverrà l’accoppiamento. A questo punto comincia il rapido declino della colonia, dovuto alla morte dei suoi membri che non vengono più rimpiazzati. I maschi morranno e le regine fecondate andranno a svernare in ibernazione nei tronchi marci o sotto terra, riattivandosi la primavera successiva per continuare l’evoluzione della specie ricostruendo nuove colonie.
Le vespe si cibano di liquidi zuccherini, sostanze vegetali e proteiche, e sono predatrici di altri insetti. Vespula germanica e Vespula vulgaris sono tra le specie più comuni e, a causa delle abitudini “spazzine”, risultano spesso moleste ove siano presenti fonti alimentari sia zuccherine che proteiche. Le specie del genere Dolichovespula (Dolichovespula media, Dolichovespula norwegica, Dolichovespula sylvestris, etc) costruiscono generalmente nidi aerei fra i rami di alberi e cespugli e non interferiscono quasi mai con le attività umane.
Le vespe cartonaie Polistes gallicus e Polistes dominulus si attivano prima delle altre e si possono trovare nidi con diversi individui già in aprile. I nidi di vespa cartonaia sono comunque sempre molto più piccoli, e i suoi membri si contano di solito in alcune decine. In compenso, in luoghi particolarmente favorevoli, se ne possono trovare anche parecchi gli uni vicini agli altri.
Le vespe sono pericolose solo se ci si avvicina troppo al nido ossia quando sentono minacciata la loro colonia; in questo caso diventano aggressive e vi è il rischio di essere attaccati e punti da numerosi individui contemporaneamente. Lontano dal nido pungono in pratica solo se afferrate o schiacciate, altrimenti si allontanano senza reagire.
Le vespe sono da considerarsi insetti utili per la loro attività predatoria, quindi i loro nidi  vanno eliminati solo se sono ubicati vicino a sentieri, luoghi di passaggio o quando costituiscono un reale pericolo per le persone.

Curiosità

È vero che è meglio non schiacciare le vespe?
E’ utile sapere che schiacciare le vespe determina il rilascio di un segnale chimico che stimola l’aggressività degli altri membri della colonia. Questo vale soprattutto quando si è all’aperto.

Il pungiglione delle vespe è diverso da quello delle api?
A differenza delle api, il pungiglione è liscio o leggermente dentellato, può essere retratto agevolmente dalla ferita, e quindi consente l’effettuazione di punture ripetute.

E’ possibile prevenire lo sviluppo delle vespe nelle aree sensibili?
Per cercare di contenere l’azione delle vespe si possono utilizzare delle trappole ad imbuto, ottenibili ritagliando il collo di una bottiglia di plastica e capovolgendolo all’interno della parte cilindrica facendolo diventare un imbuto.
Generalmente per attrarre le vespe all’interno della trappola si usa una soluzione zuccherina, oppure birra o aceto di mele.
Le trappole così preparate vanno appese agli alberi sin dalla primavera, ad un’altezza di circa 2 metri da terra, cercando di ottimizzare man mano la loro posizione e la composizione dell’esca.

Non è opportuno uccidere le Vespe se non costituiscono una reale minaccia?
Anche le vespe sono da considerarsi insetti utili per la loro attività predatoria, quindi i loro nidi vanno eliminati solo se ubicati in luoghi sensibili, vicino a sentieri, passaggi o quando costituiscono un reale pericolo per le persone. In alcuni casi può essere sufficiente segnalare la presenza del nido con cartelli e nastro da cantiere onde evitare a persone ignare di avvicinarsi troppo.

Quanto vivono le vespe?
Generalmente una vespa vive dai 2 ai 4 mesi. La regina vive qualche settimana di più per completare il ciclo riproduttivo della colonia.

(Quello che segue è stato fatto solo per questo insetto (vespa), in teoria doveva essere stato fatto per tutti. Almeno così mi ricordo dall’incontro presso Usl1)

GLI ORGANISMI SIMILI

A volte si confondono con altri organismi o si crede di conoscerli

I casi più frequenti

Ragno vespa
Il Ragno Argiope bruennichi, conosciuto anche con il nome Ragno vespa per via della colorazione del suo addome, fa parte della famiglia degli Araneidae. A differenza del maschio che è notevolmente più piccolo e presenta una colorazione più scura e uniforme, la femmina di Argiope bruennichi può raggiungere i 2-5 centimetri di lunghezza. Il corpo è colorato con una particolare alternanza di strisce gialle e nere, particolare che la fa assomigliare alla vespa. Il colore giallo e nero della femmina è un esempio di mimetismo pseudoaposematico; in questo caso un insetto totalmente innocuo (salvo che per le sue prede) imita degli insetti che invece hanno delle difese come ad esempio gli imenotteri dotati di aculeo.

Ape
Spesso api e vespe tendono a essere confuse l’una con l’altra, con il risultato che vengono uccise indistintamente le due tipologie di insetti. Il corpo delle api è leggermente più tozzo e ricoperto da una peluria molto più fitta ed estesa rispetto a quella delle vespe, del tutto assente su alcune specie; come conseguenza estetica vedremo che lo stacco tra torace ed addome risulta visibilmente più sottile nelle vespe. Inoltre le vespe hanno una colorazione molto più accesa e marcata rispetto a quella delle api.
Nel caso ci si imbattesse in una colonia d’api è opportuno contattare un apicoltore per tentare quantomeno il recupero incruento.

Dott. Davide Di Domenico

Davide Di Domenico
Esperto: ENTOMOLOGO CONSULENTE PEST MANAGEMENT E SICUREZZA ALIMENTARE, anche esperto in API, VESPE, CALABRONI e FORMICHE

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